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  a cura di Assam Marche
   
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INTERVISTE  
Il presidente del Settore Giovanile e Scolastico Marco Bernacchia
di Emanuele Frontoni
La presenza della competizione è parte integrante dello sport ma è anche causa di comportamenti scorretti : è possibile allargare l'esperienza degli esordienti a tutto il settore giovanile?

La competizione è parte integrante dell'essere umano e lo sport dovrebbe soddisfarne le necessità.Gli eccessi in ogni loro forma sono deleteri ma il comportamento scorretto è un vizio di forma che deve essere bandito dal settore giovanile soprattutto con l'esempio degli adulti,loro formatori.
L'esperimento della formula proposta agli esordenti è un affronto per l'adulto in quanto dovrebbe spontaneamente attivare quanto viene a lui imposto dalla regola.
Sinceramente penso che un comportamento scorretto vada bandito da chiunque ed in qualsiasi modo, tanto più nei settori giovanili della FIGC.

Il calcio giovanile ricopre una enorme importanza nella formazione dell'uomo e del calciatore: ritiene possibile la creazione di una figura a metà tra l'arbitro e l'allenatore che abbia lo scopo di far comprendere ai giovani calciatori l'uguale importanza del rispetto delle regole e dell'uso della tecnica e della tattica calcistica?

La figura del metà arbitro e metà allenatore è un mascherare l'incapacità di far rispettare le regole. Il rispetto di una persona, come di una regola, viene esercitato e non può venire imposto. L'arbitro, nei settori giovanili, è da sempre il primo educatore in campo e qualora questo compito venga assolto nel migliore dei modi, si ottengono sempre dei buoni risultati.

Qual è lo scopo principale del calcio all'interno della nostra società?

La mia personalissima idea su quale sia lo scopo principale del calcio all'interno della nostra società è quella che tutti,anche i meno abili, possano un giorno migliorare la loro posizione sociale. Nei settori giovanili andiamo predicando che solo uno su 25.000 calciatori arriverà a calcare i terreni della serie A, che il nostro interesse maggiore è rivolto al divertimento degli altri 24.999 giovani che non avranno alcun riconoscimento se non quello di trovare un soddisfacimento delle proprie esigenze motorie; ma nonostante tutto parliamo ai sordi o a delle persone che credono di non essere il soggetto del discorso. Comunque lo scopo del calcio all'interno della nostra società dovrebbe essere: la socializzazione, il rispetto delle regole, la solidarietà e la fratellanza tra le nuove generazioni. Sarà un'utopia? Noi dirigenti ci crediamo e continuiamo il nostro lavoro e speriamo che i nostri sforzi non vadano dispersi.