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  a cura di Assam Marche
   
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INTERVISTE  
Il Presidente del Comitato Regionale della F.I.G.C. Paolo Cellini
di Emanuele Frontoni
   
Qual è lo scopo principale del calcio all'interno della nostra società?
Il calcio, nella nostra società,in particolare nella società italiana, ha due valanghe preminenti: una specifica,di natura tecnica propria di una disciplina sportiva, praticata a livello professionistico e dilettantistico; una di carattere sociale, legata alla sua popolarità e diffusione, al suo essere di sport nazionale, in grado di muovere passioni ed interessi, anche economici, di grande rilievo.

Le società di calcio dilettantistiche sono il motore dell'intero mondo del calcio; qual è la loro realtà e come vivono il rapporto con gli arbitri?
Nel calcio le società dilettantistiche rappresentano una realtà articolata e vastissima, ma non sempre conosciuta e riconosciuta come meriterebbe, una base solida e ramificata su cui si innesca il calcio professionistico con tutte le sue contraddizioni e i suoi estremismi.
In tutta questa straordinaria realtà che è il calcio dilettantistico, un ruolo insostituibile e delicatissimo ce l' ha la classe arbitrale; questo non tanto perché senza arbitri le gare non si svolgerebbero, quanto per la funzione di responsabilità che gli arbitri hanno, chiamati come sono a garantire la regolarità delle gare.
Se delicatissima è la funzione degli arbitri, adeguata deve essere la loro preparazione tecnica, adeguata la loro condizione atletica e psicologica, responsabili e misurati i comportamenti, rispettosi e lineari i rapporti umani, in campo e fuori.
Se è certo che la regolarità dell' attività agonistica passa attraverso l' interpretazione corretta dei propri ruoli da parte di ogni componente ,ciò è soprattutto vero se riferito alla componente arbitrale.

Precisati ruoli e funzioni di arbitri e società, quale la situazione all' interno del C.R.Marche?
La prima cosa da rimarcare è il rapporto positivo, di collaborazione che c'è tra le due componenti, rapporto mediato dalle rispettive strutture istituzionali dirigenziali.
Questo tipo di rapporto consente di gestire al meglio gli inevitabili episodi di frizione e di discussione che un'attività agonistica così intensa propone.

Che cosa chiedono le società alla classe arbitrale?
Prestazioni tecniche adeguate alla loro delicatissima funzione.
Tutto questo può sembrare e dal punto di vista umano certamente lo è, come una pretesa ma va comunque posto come obiettivo e chiede comportamenti analoghi alle altre componenti coinvolte nell'impegno agonistico.
In concreto, da tutti si deve pretendere un' interpretazione sempre più responsabile del proprio ruolo, l' impegno a crescere ed a migliorarsi, il porsi obiettivi sempre più alti e qualificati.

Come valutano la classe arbitrale le società marchigiane?
In generale, con qualche rara eccezione, il giudizio è positivo:c'è apprezzamento per l'impegno e la disponibilità dei fischietti marchigiani, per il loro livello tecnico, a conferma di un lavoro sistematico di reclutamento e di formazione portato avanti nelle sezioni ed a livello regionale.
Il problema di fondo rimane, nonostante tutto, la limitatezza dell' organico che determina un eccesso di impiego con riflessi negativi sulla qualità delle prestazioni.

Per concludere?

Un grazie, a nome di tutte le società, a tutti gli arbitri marchigiani per quello che hanno fatto,accompagnato dall' auspicio di creare insieme un clima di serenità attorno al calcio, quale premessa e condizione per una sua ulteriore crescita e maturazione.