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Il saluto di
fine gara anche nel calcio
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di Emanuele Frontoni
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Settembre 2001
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L'idea
è nata da un accordo tra il locale comitato del Settore
Giovanile e Scolastico e il Comitato Regionale Marche dell'A.I.A
con l'assenso del Comitato Regionale della FIGC e dell' Associazione
Italiana Arbitri.
Da anni infatti si guardavano con ammirazione i gesti di sportività
che si scambiavano a fine gara i giocatori di pallavolo o rugby.
Le due squadre al centro del campo o sotto la rete si salutano
dopo una gara che ha visto vinti e vincitori; il simbolo del saluto
sancisce la fine di una un confronto ed il riconoscimento del
risultato e dei meriti dell'avversario.
Da domenica scorsa (prima giornata dei campionati regionali giovanili)
tale gesto è stato introdotto anche nel calcio. Le Marche
infatti saranno la regione pilota nella sperimentazione del "saluto
di fine gara" e per quest'anno gli arbitri inviteranno tutte
le squadre del settore giovanile ad effettuare questo doveroso
gesto alla fine della gara.
Ciò che avviene ormai da anni all'inizio della partita
ora si ripete dopo il triplice fischio: i giocatori e l'arbitro
si portano al centro del campo, si schierano di nuovo per salutare
il pubblico e per scorrere davanti all'arbitro ed agli avversari
per complimentarsi.
L'arbitro dovrà allegare al referto di gara un modulo in
cui valuterà la spontaneità del saluto ed attribuirà
un punteggio a ciascuna squadra; i voti serviranno al Settore
Giovanile e Scolastico per premiare, al termine della stagione,
le squadre più sportive. Oltre al saluto la valutazione
del direttore di gara riguarderà il comportamento del pubblico
e dei dirigenti.
Abbiamo seguito una delle prime gare di questa stagione ed è
stato suggestivo il lungo applauso del pubblico che ha accompagnato
i giovani calciatori durante tutto il saluto.
Lo scopo di tutto ciò è quello di formare giovani
calciatori attenti e rispettosi degli avversari in modo che, una
volta cresciuti, siano in grado di riportare a galla il vero spirito
dello sport, troppo spesso offuscato da interessi economici.
Per questa volta saranno i ragazzi a dare il buon esempio sperando
che presto l'esperimento venga esteso a tutto il calcio.
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Tempo di raduni
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di Emanuele Frontoni
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Settembre 2001
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Più di 700
arbitri coinvolti, decine e decine di chilometri percorsi e molte
ore di riunioni tecniche e di discussioni.
Questo è stato il succo dei dieci raduni precampionato organizzati
grazie agli sforzi delle sezioni marchigiane e del Comitato Regionale
.
Cinque sono stati i raduni sezionali estivi, tutti a cavallo tra
la fine di Agosto e l'inizio di Settembre.
Le
Sezioni di Ascoli e Fermo si sono ritrovate per sei giorni a Sarnano,
in provincia di Macerata, dove in cinquanta hanno preso parte a
due sedute di allenamento al giorno .
Stessa iniziativa, ma con diversa sede, per Macerata che dal 23
al 26 Agosto è stata a Sefro , piccola località degli
Appennini umbro-marchigiani.
Gli arbitri di Jesi hanno trascorso cinque giorni a Montegrimano
mentre quelli di Pesaro hanno scelto Gualdo Tadino.
Ancona ha unito una vacanza di gruppo agli allenamenti soggiornando
per una settimana nella Carnia, a Ravascletto, in provincia di Udine.
Tutte occasioni per conoscersi meglio e condividere insieme qualche
giornata di lavoro e al tempo stesso di divertimento che hanno impegnato
notevolmente le realtà sezionali in un periodo che dovrebbe
invece essere dedicato alle ferie.
Altrettanti i raduni Regionali: il Comitato Regionale si è
incontrato ad Ancona il 15 e 16 Settembre con gli arbitri di Prima
e Seconda Categoria e con gli arbitri e gli osservatori del Calcio
a Cinque; il 23 settembre è stata la vota degli assistenti
ed il 30 si è svolto il miniraduno di recupero per quanti
non hanno potuto prendere parte ai vari incontri precedenti.
L'appuntamento principale è stato il XXXII Raduno Regionale,
svolto a Pesaro il 7 e l'8 Settembre, che è iniziato con
i consueti test atletici che mettono alla prova la preparazione
degli arbitri.
Due gare, i 50 ed i 3000 metri, per decidere chi è in forma
e chi invece dovrà migliorare il suo allenamento per affrontare
le gare di Promozione ed Eccellenza dei gironi marchigiani. "Abbiamo
ottenuto dei risultati lusinghieri: 12.05 di media sui 3000 metri
e 6.80 sui 50 sono sintomo di un ottimo livello atletico dei nostri
ragazzi, - dice Giuliano Compagnucci, Referente Regionale per la
preparazione atletica - e sono sicuro che non molte squadre sono
in grado di vantare tali risultati; d'altronde però oggi
all'arbitro viene chiesto di essere un atleta e noi prepariamo dei
veri atleti"
Il resto delle due giornate è stato dedicato alla preparazione
tecnica. Sotto la guida dell'esperto di regolamento Nino Marengo
della Scuola Arbitrale, gli arbitri hanno approfondito e ripassato
alcuni aspetti delle regole del giuoco. Marengo ha introdotto e
spiegato agli arbitri la circolare n°1, che ogni hanno definisce
le variazioni del Regolamento.
Di particolare interesse è stata la visione di un filmato
della FIFA che ha chiarito alcuni aspetti sulle interpretazioni
delle trattenute e dei falli da tergo.
Il secondo giorno ha visto la partecipazione degli Osservatori Arbitrali
che insieme agli arbitri hanno ricevuto le direttive per la nuova
stagione allo scopo poter giudicare l'operato dei ragazzi.
Le varie lezioni sono state intervallate dai molti ospiti invitati
ad intervenire a questo incontro. Maurizio Mattei, commissario della
CANC; l'avvocato Claudio Romagnoli, Giudice Sportivo della LND;
Bruno Di Cola, membro del Consiglio Nazionale dell'AIA, ha portato
il saluto del Presidente Lanese; Paolo Cellini , Presidente del
Comitato Regionale Marche della FIGC-LND, ha invitato i giovani
fischietti presenti a " continuare ad esercitare il vostro
ruolo con buon senso ed equilibrio".
La chiusura della due giorni pesaresi è toccata al Presidente
Gilberto Sacchi che ha ringraziato gli intervenuti ed ha donato
a tutti una t-shirt offerta dalla C.B.F. Balducci S.p.A.
Tutto è pronto quindi per iniziare al meglio la stagione
2001/2002 .
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Il calcio secondo
Sua Maestà
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di Emanuele Serpilli
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29 Maggio 2001
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Nella sua forma moderna il calcio proviene
da un accordo tra gentiluomini che dodici clubs siglarono nell'autunno
del 1863 in una taverna di Londra.
I clubs stabilirono le regole rifacendosi ad un scritto dell'Università
di Cambridge risalente al 1846.
A Cambirdge il football aveva divorziato dall'assai più noto rugby:
era proibito infatti toccare il pallone con le mani . L'accordo
di Londra non limitava il numero di calciatori né l'estensione
del campo né l'altezza della porta né la durata delle gare.
Le partite duravano due o tre ore, ed i loro protagonisti chiacchieravano
e si davano ai piaceri del sigaro quando il pallone volava lontano.
Già esisteva, questo sì, il fuorigioco. Era infatti
considerato sleale segnare una rete alle spalle dell'avversario.
A quei tempi nessuno occupava un posto determinato in campo: tutti
correvano allegramente dietro al pallone; ognuno andava dove voleva
e cambiava posizione a piacimento.

Fu in Scozia che le squadre
si organizzarono verso il 1870, con funzioni di difesa e di attacco.
Già a quei tempi le squadre si componevano di undici calciatori.
Nessuno dal 1869 a seguire poteva toccare il pallone con le mani,
neppure per fermarselo e piazzarselo tra i piedi, come invece
accadeva in precedenza. Nel 1871 nacque la figura del portiere
unica eccezione a quel tabù, unico in campo a poter prendere il
pallone tra le mani. Il portiere proteggeva un ridotto quadrato:
la porta, più corta dell'attuale e molto più alta, consisteva
in due pali uniti in da una corda a cinque metri e mezzo di altezza.
La corda venne sostituita da una traversa di legno nel 1875.
Sui pali venivano segnati i goals, con piccole incisioni. Da questa
consuetudine deriva l'espressione segnare un goal.
Nel 1872 apparve l'arbitro; fino ad allora erano i calciatori
ad essere giudici dei loro falli.
Nel 1880 l'arbitro, cronometro alla mano, decideva quando terminava
la gara ed aveva il potere di espellere chi si comportava male,
ma dirigeva dal di fuori, gridando. Nel 1891 l'arbitro entrò per
la prima volta in campo, con un fischio sanzionò il primo rigore
della storia e, camminando per dodici passi, ne stabilì il punto
d'esecuzione. Da molto tempo, la stampa inglese stava facendo
campagne a favore del calcio di rigore: era necessario proteggere
i calciatori davanti allo specchio della porta, abituale scenario
di tristi carneficine.
La “Gazzetta di Westminster” aveva pubblicato una raccapricciante
lista di calciatori morti e di ossa rotte. Nel 1882 i dirigenti
inglesi autorizzarono l'esecuzione del fallo laterale con le mani.
Nel 1890 le aree del campo vennero disegnate con la calce e venne
tracciato un cerchio al centro. In quello stesso anno la porta
ebbe una rete, in questo m odo
si evitavano dubbi sui goals. Poi morì il secolo, e con esso terminò
il monopolio britannico.
Nel 1904 nacque la FIFA, federazione internazionale del calcio
associato, che da allora governa nel mondo intero le relazioni
tra “il pallone ed il piede”. Le immagini della pagina sono tratte
dal concorso di foto d'epoca organizzato dal C.R.A. nel 1999
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| Le immagini
della pagina sono tratte dal concorso di foto d'epoca organizzato
dal C.R.A. nel 1999 |
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