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Giunti alla fine dei campionati, ci troviamo
ora a tirare le somme di una stagione come sempre avvincente e
densa di difficoltà per i nostri arbitri, ma comunque ricca di
ambizioni e soddisfazioni. Ringrazio anticipatamente il Presidente
del comitato Locale F.I.G.C.-S.G.S. Giuseppe Azulmi per i dati
fornitimi in relazione ai provvedimenti disciplinari adottati
dagli arbitri sambenedettesi e non, impiegati nella direzione
delle gare gestite da detto Comitato periferico.
Vista l'eterogeneità dei colleghi impegnati nei campionati censiti,
e considerato il fatto che essi sono stati designati da diversi
Organi Tecnici periferici, appare superfluo soffermarsi sull'analisi
delle singole gestioni disciplinari, sia individualmente sia considerate
sotto un'ottica statistica e mediata.
Sarà compito dei vari designatori affrontare queste problematiche
di carattere strettamente personale all'interno delle proprie
sezioni. L'intento che ci proponiamo è quello di analizzare il
numero e le percentuali dei provvedimenti disciplinari, più o
meno gravi, in relazione ai vari campionati, inquadrandoli in
un contesto temporale riferito ai vari periodi della stagione
sportiva appena trascorsa, e rapportandoli a quanto riscontrato
negli anni precedenti, nella speranza di fornire ai colleghi dell'O.T.P.
un quadro realistico di quanto di mutevole avviene nelle gare
dirette dai loro arbitri. ·
Giuocatori Espulsi
Da una prima analisi del grafico sotto riportato, appare superfluo
sottolineare il netto divario riscontrato nell'attuazione di provvedimenti
"gravi" soprattutto nella massima categoria (in relazione all'età)
del S.G.S.. In un'ottica più ampia detto fenomeno è da attribuirsi
non solo all'accresciuto agonismo che il campionato "Allievi"
manifesta, ma soprattutto all'applicazione di sempre più evolute
tattiche di giuoco che portano talvolta a ricorrere a comportamenti
di carattere tecnico che con l'evolversi del Regolamento hanno
comportato sanzioni disciplinari di carattere rilevante.
Vi si aggiunga poi l'accresciuta personalità dei calciatori che
in età strettamente adolescenziale manifestano nei confronti dei
Direttori di gara, ma anche di avversari e Dirigenti, comportamenti
a volte censurabili e opportunamente puniti.

E' da notare inoltre che il divario fra i 61 espulsi del campionato
Allievi ed i 41 di quello Giovanissimi, non appare poi così ampio,
in relazione al numero delle gare disputate ed alla durata delle
stesse, segno questo di un accresciuto livello tecnico-tattico
ed agonistico anche nella categoria immediatamente inferiore.
Altra particolarità è data dalla distribuzione disomogenea dei
provvedimenti di espulsione nel campionato Esordienti, in relazione
alle stagioni autunnale e primaverile. Il netto calo riscontrato
nella seconda parte dell'anno calcistico (ben il 50%) non può
essere considerato del tutto casuale (anche se le cifre di riferimento
risultano di scarsa entità) ma a nostro avviso dovuto ad un leggero
calo di motivazione, normale per gli atleti più giovani, ed ad
una sorta di rilassatezza imputabile allo sdoppiamento del campionato,
il quale ha reso molte compagini consapevoli del loro reale valore
e delle conseguenti ambizioni.
Resta comunque soddisfacente il dato relativo al basso numero
di espulsioni, segno che atleti, ma ancor prima dirigenti e tecnici,
hanno ben compreso lo spirito del nuovo regolamento del campionato,
volto non alla mera competizione, ma alla formazione, al fair
play ed al divertimento. In relazione alla precedente stagione,
i dati riportati appaiono in andamento stazionario, segno che,
dopo il brusco incremento subito nelle scorse stagioni, dovuto
alle recenti innovazioni regolamentari, e ad un errato recepimento
delle stesse da parte di atleti, dirigenti ed arbitri, tutte le
componenti del mondo calcistico giovanile si sono adeguate a quanto
mutato, volgendo verso un maggior rispetto del nuovo Regolamento
del Giuoco del Calcio. ·
Giuocatori Ammoniti
Veniamo ora ai provvedimenti meno gravi, i quali rappresentano
comunque un indice significativo del livello tecnico-agonistico
dei campionati analizzati. Dalla tabella riportata emerge subito
una rilevante eterogeneità nella distribuzione delle ammonizioni
in relazione alle singole società ed alla loro allocazione geografica.
Si consideri in primis che il dato riferito al totale dei provvedimenti
potrebbe sicuramente trarre in inganno, in quanto numerose società,
per varie ragioni, hanno partecipato solo ad un limitato numero
di campionati. Ne segue che un'analisi più attendibile va fatta
in relazione alle singole categorie, ed alle singole società che
hanno disputato la totalità dei campionati. Per la categoria Allievi
appare forte divario il fra il minimo registrato dalla Picena
(5) e i valori comunque alti di altre società come M. S. Pietrangeli
(35) ed Elpidiense (34).
Non sembra realistico pensare ad una così netta eterogeneità di
detto campionato, soprattutto per chi da anni lo segue e ne conosce
le evoluzioni.
L'accresciuto tasso tecnico-tattico ha sicuramente aumentato il
numero delle ammonizioni, ma alcuni più di altri hanno saputo
adattarsi nel maggior rispetto delle regole. Non dimentichiamo
poi che componenti interne quali tecnici e dirigenti, e quelle
esterne come pubblico e genitori, portano una notevole influenza
sui giovani calciatori in relazione ai comportamenti ed all'agonismo.
Stesso discorso vale per i Giovanissimi, categoria nella quale
si è riscontrato un numero di ammoniti simile a quello del campionato
superiore (442 contro 441) dovuto comunque ad un maggior numero
di squadre partecipanti e ad un conseguente più ampio numero di
gare. Da notare comunque il divario tra le 5 ammonizioni di Grottese,
Picena e Spes Valdaso e le 31 della Cuprense, e le 32 di Riviera
Samb. Nelle tre categorie più prettamente ludiche e formative
il numero dei provvedimenti meno gravi rientra comunque nell'ordinaria
gestione delle gare, in conseguenza della "fisiologicità" di alcune
sanzioni previste dal Regolamento.
A titolo esemplificativo riportiamo un grafico analitico di 4
società campione, le quali hanno partecipato a tutti i campionati
gestiti dal locale Comitato del S.G.S.. In relazione alla distribuzione
geografica delle società, ed al seguito di pubblico riscontrato
dalle stesse, appare evidente il rapporto di proporzionalità tra
numero di provvedimenti e dislocazione territoriale nei cosiddetti
"campi caldi", che comportano comunque un aumento della tensione
agonistica e una occasionale degenerazione dei comportamenti.
Rispetto alla precedente stagione, il numero degli ammoniti per
categoria appare anche qui tutto sommato stazionario, segno del
continuo adattamento degli atleti alle mutevoli esigenze del Giuoco
del Calcio. Sebbene il Regolamento si evolva nel prevenire e reprimere
comportamenti contrari al suo spirito, di pari passo atleti e
tecnici adattano i loro atteggiamenti, non solo tecnico-tattici,
a dette esigenze, contribuendo comunque ad una crescita significativa
del livello calcistico ed umano.
Appare comunque necessario sottolineare l'esigenza di non analizzare
i dati riportati sotto un'ottica errata, ricordando che non è
nostro intento esprimere giudizi, né per stilare una classifica
dei "buoni e cattivi", ma il nostro intento è di cercare di comprendere
quali siano le mutate esigenze e difficoltà dei nostri campionati,
non in relazione ai singoli atleti ed alle diverse Società, ma
esclusivamente al livello tecnico-tattico ed agonistico delle
gare dirette dai nostri arbitri.
Nel pieno rispetto dello spirito del Regolamento e degli intenti
che lo stesso si ripropone ai fini della lealtà e dello spettacolo,
possiamo serenamente affermare che, quantomeno a livello del Settore
Giovanile di S. Benedetto Tr., l'evoluzione prosegue verso la
giusta direzione, forte di una maggiore consapevolezza da parte
di tutte le componenti.
Un saluto a tutti i colleghi marchigiani, ed un ringraziamento
particolare va a Gilberto Sacchi per aver voluto e continuato
a sostenere questo unico nostro organo informativo e di comunicazione
regionale. Che tutti sappiano apprezzare quanto altri riescono
a fare forti dei loro sacrifici.
Buone vacanze.
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